Giornata contro la violenza sulle donne- 24 e 25 novembre

Il 24/11 spettacolo "Raptus", il 25/11 proiezione del film "La Donna che canta"

Sabato 24 novembre ore 21,00
Teatro Comunale Corsini
Barberino di Mugello FI


IN OCCASIONE DELLA GIORNATA INTERNAZIONALE
CONTRO LA VIOLENZA DELLE DONNE
INCONTRO - APERITIVO - SPETTACOLO al TEATRO CORSINI
ORE 19.30 INCONTRO CON LA COMPAGNIA
interverranno
Rossella Dassu autrice e attrice di RAPTUS
Sara di Maio Vicesindaco
Emilia Paternostro Direzione Teatro Corsini
A SEGUIRE APERITIVO
ORE 21,00 SPETTACOLO

Cadadie Teatro
RAPTUS

di e con Rossella Dassu luci Giovanni Schirru

regia Alessandro Lay

voce fuori campo Francesca Mazza

Ancora una volta il Teatro di Barberino, a distanza di 5 anni dall’allestimento dello spettacolo Ferite a Morte di Serena Dandini nel novembre 2017, prosegue il proprio l’impegno nell’affrontare il delicato tema della violenza contro le donne. Sabato 24 novembre alle 21, in scena lo spettacolo RAPTUS di Cadadie Teatro, scritto e interpretato dalla brava Rossella Dassu. Uno spettacolo che si colloca all’interno delle iniziative promosse dall’Amministrazione e dalle Associazioni locali per mantenere alta l’attenzione su un tema  che negli anni non perde mai d’attualità.

Raptus: sostantivo maschile, dal latino raptus, rapimento, derivato da rapere, rapire.

1.In psichiatria, impulso improvviso e incontrollato che, in conseguenza di grave stato di tensione, spinge a comportamenti parossistici, per lo più violenti.

2. Letter. Momento di ispirazione intensa e improvvisa, di fervore creativo.

Il lavoro è un’indagine sull’amore. Nel rapporto amoroso può succedere di agire spinti dall’impulso di fondersi con l’altro/a con il rischio di perdere di vista il bisogno del partner di esistere nella propria individualità. Quest’impulso può produrre comportamenti che il soggetto violento legittima appellandosi ad una presunto concetto di “natura” (l’uomo è aggressivo per natura, la donna è docile e accondiscendente per natura) di cui al giorno d’oggi resta ben poca traccia se si considera che l’umanità è il risultato di lunghi e complessi processi culturali e sociali.

In Italia, un giorno su tre, una donna viene uccisa. Gli psichiatri invitano: “Basta parlare di "raptus".
“Basta utilizzare il termine "malattia mentale" per provare a spiegare abusi, aggressioni e esti efferati”. La frequenza dei casi di femminicidio è l’indicatore di un’emergenza che ci invita ad un’osservazione critica dei sistemi linguistici, sociali e culturali attraverso cui la nostra società si esprime.
Dal desiderio di essere parte attiva, attraverso pratiche educative e culturali, di fronte ad un’emergenza che sentiamo in prima persona, nasce Raptus.

La serata si svolge a ingresso libero grazie al contributo del Comune di Barberino di mugello.


Domenica 25 novembre ore 17,00 e 21,15
CINEMA Comunale Corsini
Barberino di Mugello FI

LA DONNA CHE CANTA
UN FILM DI DENIS VILLENEUVE

CON Lubna Azabal, Mélissa Désormeaux-Poulin, Maxim Gaudette, Rémy Girard, Abdelghafour Elaaziz, Allen Altman, Mohamed Majd, Baya Belal
Sceneggiatura: Denis Villeneuve, Valérie Beaugrand-Champagne - assistente
Musiche: Grégoire Hetzel
Note: MENZIONE SPECIALE ALLE 'GIORNATE DEGLI AUTORI', CANDIDATO ALL'OSCAR 2011 COME MIGLIOR FILM STRANIERO.
CRITICA
"Ancora la guerra in Medio Oriente vista dal punto di vista di una donna come in 'Miral'di Schnabel. Eppure 'Incendies' di Danis Villeneuve (Giornata degli Autori) è superiore rispetto ai titoli citati. (...) Finale con devastante colpo di scena che rimane nella testa, per sempre. Che ci fa un filmone così fuori dal Concorso?" (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 4  settembre 2010)
"Violenza, orrore e drammatiche scoperte si susseguono in una storia tratta dalla pièce teatrale di Wajidi Mouawad, ma a vincere sono il perdono e la speranza." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 3 settembre 2010)
"Una sceneggiatura di ferro che, attraverso una struttura da tragedia classica, riesce a catturare lo spettatore dal primo momento." (Gabriella Gallozzi, 'L'Unità', 12 settembre 2010)
"La visione ci costringe a passare - con una forza straordinaria da risultare spesso insostenibile - per l'inferno dell'odio che in modo lapidario in una frase che la stessa Nawal pronuncia durante ai suoi patimenti: 'Voglio insegnare al mio nemico quello che ho imparato dalla vita'." (Roberta Ronconi, 'Liberazione', 9 settembre 2010)
"La morte può essere un inizio, dice il notaio: infatti è di lì a poco che parte la storia. (...) 'La donna che canta' di Denis Villeneuve è intessuto come un affascinante viaggio avanti e indietro nel tempo e nello spazio, strutturato in capitoli ognuno dei quali svela un sorprendente pezzo del puzzle. Considerato che il racconto si affida alla suggestione dei luoghi, dei paesaggi, dei volti più che alla parole, non viene da pensare, come invece è, che il film si ispira a una pièce teatrale. (...) I temi sono dunque quelli dell'esilio e della guerra, ma ad emergere è il cosmico orrore di una violenza fratricida che ne ingenera altra in un crescendo che incide pesantemente sui destini individuali: con le colpe che ricadono di padre in figlio fino alla catarsi finale, come nella tragedia greca. C'è un senso di sacralità nel film di Villeneuve, per il modo in cui restituisce importanza alta alla responsabilità morale. Un risultato al quale contribuiscono interpreti di grande intensità, da Lubna Azabal a Rema Girard." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 21 gennaio 2011)