tratto dal testo di Antoine de Saint-Exupéry, adattamento di Italo Dall'Orto
regia di Italo Dall'Orto
musiche di Gionni Dall'Orto e Erika Giansanti
con Gian Maria Picchianti, Italo Dall'Orto/Riccardo Rombi, Erika Giansanti, Luisa Guicciardini, Simona Haag
Fedele al testo e ai celebri acquerelli dipinti dallo stesso de Saint-Exupery, questo spettacolo restituisce sul palco tutta la poesia di un capolavoro della letteratura per l'infanzia che non conosce limiti di età. Sotto l'apparenza di un racconto per ragazzi, questa storia nasconde lo spessore e la forza poetica di un'opera che indaga la vita, l'amore, l'amicizia, attraverso lo sguardo candido del suo giovane protagonista. Dedicato «a tutti i grandi che sono stati bambini ma non se lo ricordano più».
regia di Roberto Guicciardini
con Sebastiano Lo Monaco, Marina Biondi e con Nana Torbica, Robert Madison, Daniele Pecci, Fabio Rusca, Claudio Mazzenga, Massimiliano Vado, Alfredo Angelici, Marco Calvani, Bindo Toscani, Claudio Costantino, Luca Capuano
musicisti Massimiliano Pitocco (bandoneòn), Alessandro Vavassori (violino), Sandro Torlontano (chitarra), Francesco Barile (contrabbasso)
Uno spettacolo gridato più che sofferto, che trova un punto di forza nella geniale e superba ambientazione di Piero Guicciardini in funzione dell'epitome pirandelliana "apparenza-realtà", nei costumi di Gabriele Mayer in tono con l'epoca finta di Enrico e nelle musiche di Astor Piazzollla eseguite dal vivo sul palcoscenico. Lo Monaco, spavaldo, ostentato, muscoloso, interpreta un Enrico intriso di energia istrionica, dominatore aulico con frange saporitamente comiche. Dalla magistrale interpretazione di Lo Monaco viene fuori un Enrico IV libero, concentratissimo, inquietante.
regia di Ugo Chiti
con Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci, Alessio Venturini
Racconti, solo racconti suggerisce una scrittura in bilico tra narrativa e drammaturgia. La "soggettiva" di un personaggio o "l'oggettiva" di uno sguardo esterno sono sempre al centro di una vicenda che consegna allo spettatore una vita privilegiando il tono colloquiale della narrazione e riducendo all'essenziale l'azione teatrale. La guerra - l'infanzia - la condizione femminile - l'imprevedibilità dell'amore sono i temi delle vicende narrate.
sul testo di Vittorio Cielo
musiche di W.A. Mozart
regia di Tuccio Guicciardini
coreografia di Patrizia de Bari
con Mariano Rigillo e Cledy Tancredi
danzatori: Frida Vannini, Giacomo Milli, Giada Negroni, Rosanna Zingani
La Compagnia di teatro-danza Giardino Chiuso, che ha la sua residenza presso il Teatro dei Leggieri in San Gimignano, nasce nel 1998 dopo varie esperienze dei fondatori della compagnia nel campo teatrale e della danza contemporanea attraverso le quali il gruppo si avvicina alla contaminazione della parola nella danza, elemento che costituisce tuttora la base di ricerca della compagnia.
di Sabina Negri
Elaborato da Tullio Solenghi e Marcello Cotugno
con Tullio Solenghi
Una nuova coproduzione Asti Teatro con la compagnia di Gabriele Lavia. Al centro della vicenda - ambientata tra gli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso - il proprietario di una radio alle prese col fallimento dell'emittente, stritolata dalla tirannia degli indici di mercato. Per Tullio Solenghi, interprete unico di questo racconto di Sabina Negri, la parola radio ha un potere evocativo particolare: ancora negli anni '50, l'imponente mobile-radio, infarcito di valvole con due manopole madreperla sul frontale, che avevano il magico potere di proiettarti in uno sconfinato mondo di voci e di suoni, rappresentava il totem attorno al quale la sera si riunivano le famiglie.
con la collaborazione di Carolina De La Calle Casanova, Emanuele Dell'Aquila, Carlo Giuseppe Gabardini e Riccardo Piferi
e pezzi originali dal repertorio scritti da Gino e Michele, David Riondino e Giampiero Solari da "Chiamatemi Kowalski", "Operaccia Romantica", "Sette Spettacoli" e "Pop & Rebelot"
regia di Paolo Rossi
aiuto regia Carolina De La Calle Casanova
con Paolo Rossi e la band formata da Emanuele Dell'Aquila, Alex Orciari e Marco Parenti
Il pubblico ritroverà l'attore alle prese con la forma teatrale che lo ha reso famoso: i monologhi ricchi di storie, a volte raccontate con ironia e cattiveria, a volte con un pizzico di poesia, senza dimenticare il rapporto con il pubblico, nello stile di delirio organizzato. Accompagnato da una band (Emanuele Dell'Aquila, Alex Orciari e Marco Parenti), Rossi ci fa attraversare questi ultimi decenni. Assistere a "Il ritorno di Kowalski" è come salire sulle montagne russe della memoria di Paolo Rossi.
progetto di produzione e ricerca promosso da ANDREA CAMILLERI attorno all'immaginario e all'opera di Beniamino Joppolo
creazione teatrale su due atti unici divertenti e carichi di mistero di Beniamino Joppolo: Una visita e L'acqua si diverte a uccidere
ideazione e messa in scena Antonio Alveario e Alessandro Garzella
con Antonio Alveario, Serena Barone, Celeste Brancato, Antonietta Carbonetti, Maurizio Scotto, Sergio Seminara
La sfida su Beniamino Joppolo, un artista siciliano che ha vissuto i sapori dell'espressionismo tedesco e del surrealismo francese, mescolando ad essi una radice mediterranea cruda e solare, è nata ne La Città del Teatro, un luogo di produzione artistica che vuole anche essere un cantiere di proposte e di idee.
Nel teatro di Joppolo colpisce il legame tra segno visivo e parola, la straordinaria modernità dei modi di immaginare la scena, lasciando agli attori un'assoluta libertà nel trasporre le suggestioni della scrittura.
UNA VISITA a un tempo e a un luogo è un piccolo viaggio nei turbamenti della memoria. Due misteriosi ospiti sono attesi al banchetto di una ricorrenza familiare. I preparativi creano una strana agitazione, fermenti di eccitati brusii tra persiane socchiuse sui bagliori estivi di una calda giornata siciliana. L'arrivo dei visitatori da subito assume i connotati della beffa. Una visita, balletto di vivi e morti che sprigiona umorismo, vitalità e inusuale mistero. Carosello di ironia, poesia e disperazione.
L'ACQUA SI DIVERTE A UCCIDERE. Le ingiustizie e i rancori finiscono per rendere inaccettabile ogni idea di futuro. Può accadere anche che l'impossibilità di riscatto, una paradossale saggezza, o un'improvvisa follia, travolga la normalità delle cose. L'acqua si diverte a uccidere è una sorta di preghiera teatrale laica, una supplica sulla necessità di avvicinare il senso della nostra esistenza alle tracce dell'essere più semplici e pure.