


IN ESCLUSIVA PER LA TOSCANA
venerdì 22 gennaio ore 21.00
Teatro Comunale Corsini - Barberino di Mugello
MADDALENA CRIPPA
E pensare che c'era il pensiero
di Giorgio Gaber e Sandro Luporini
regia di Emanuela Giordano
produzione TIEFFE Teatro Milano
e Fondazione Giorgio Gaber
"Il secolo che sta morendo è un secolo piuttosto avaro nel senso della produzione di pensiero. Dovunque c'è un grande sfoggio di opinioni, piene di svariate affermazioni che ci fanno bene e siam contenti, un mare di parole un mare di parole ma parlan più che altro i deficienti".
(E pensare che c'era il pensiero, 1994)
Dopo il grande successo di pubblico e critica ottenuto lo scorso dicembre al debutto al Piccolo Teatro nell'ambito del Festival Milano per Gaber, venerdì 22 gennaio - unica data in Toscana - MADDALENA CRIPPA arriva al Teatro Corsini con lo spettacolo E PENSARE CHE C'ERA IL PENSIERO, nato dal genio di Giorgio Gaber e Sandro Luporini.
Prima interprete femminile a rendere omaggio a Gaber, Maddalena Crippa torna al teatro-canzone con uno spettacolo culto per molte generazioni: E PENSARE CHE C'ERA IL PENSIERO, un titolo che segna, insieme ad altri grandi titoli gaberiani, un preciso spartiacque sul fare e pensare teatro e che rappresenta forse il punto più alto dell'opera della coppia.
Credo che ogni grande artista sia irripetibile ed inimitabile. Ma Gaber, insieme a Luporini, ha davvero inventato un nuovo modo di abitare il palcoscenico e la canzone, rinnovando l'unione tra parola e musica, riflettendo, interrogandosi, scendendo nel privato o aprendosi al sociale, stando nel presente, riuscendo spesso a decifrarlo e persino ad anticiparlo, mettendosi in gioco in prima persona in una costante ricerca. Vale la pena di riascoltare le sue parole, specie in un momento tanto buio sia per la cultura che per le coscienze. Tutto si puo' dire di Gaber, ma non che non riuscisse a toccare, prima o poi, temi o corde che ci riguardano nel profondo. E' la prima volta che una donna si cimenta con il repertorio dei suoi spettacoli, sono felice e orgogliosa che il destino mi abbia riservato una simile opportunità.
Maddalena Crippa
Non cedere, continuare ad allenare la coscienza, non affogare nel liquame che ci viene proposto come unico antidoto alla fatica di esistere, non arrendersi alla paura di amori sempre più fragili, di desideri sempre più tiepidi, di ideali che a solo pronunciarli ci sentiamo ormai ridicoli. Questo era ed è ancora oggi Giorgio Gaber.
Emanuela Giordano
"Quello che sembrava fosse un inarrestabile processo rivoluzionario sul piano delle coscienze, prima ancora che su quello storico e politico, comincia a mostrare i suoi limiti, le sue incertezze, i suoi tentativi un po' patetici di nascondere contraddizioni sempre più evidenti. L'appiattimento dell'individuo preconizzato dai vari Adorno e Marcuse, è qui presentissimo. Si comincia ad avvertire un senso di impotenza, di incapacità a contrapporre istanze diverse al modello americano e alla sua trionfale avanzata. Si percepisce il disagio di una sconfitta collettiva che ci ostiniamo ancora a non voler riconoscere come tale.".
Giorgio Gaber Sandro Luporini
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